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Emergenza rifiuti: la soluzione nei centri riciclo

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Alla luce delle emergenze e del degrado che caratterizza il nostro paese da molti anni sulla questione rifiuti, Il Movimento Dell’Unione Italiano decide di schierarsi a favore dei centri di riciclo.

A nostro modo di vedere questa linea risulta essere la più ecologica, economica e vantaggiosa per l’intera società.
Nei centri riciclo non sono contemplati finanziamenti pubblici, poiché sono gestiti interamente da privati; tutto ciò produce un duplice beneficio: aggirare il rischio dei giochi di potere che caratterizzano la nostra classe politica e prescindere quindi dal coinvolgimento della criminalità organizzata, che con i sempre più frequenti collegamenti con le istituzioni regionali, beneficia degli appalti truccati, per poter lucrare sulle emergenze in generale e con i rifiuti in particolare.
Nei centri riciclo convergono i rifiuti, accuratamente selezionati tramite la raccolta differenziata, sotto compenso: ossia le società che gestiscono questi centri, comprano i rifiuti dal cittadino. La motivazione di tutto questo è semplice:ciò che viene ricavato dal riciclo dei rifiuti viene venduto a diverse società, per essere a sua volta trattato e rimesso nuovamente in commercio.

Tre semplici passaggi che consentono ai rifiuti di non essere più un’emergenza, e un problema del quale sbarazzarsi,  ma una vera e propria risorsa per tutti i cittadini e non solo per le mafie che fanno dello smaltimento rifiuti uno dei principali business.
E soprattutto questa  rappresenta una soluzione che permette di mettere un punto definitivo all’installazione di inceneritori (o termovalorizzatori che dir si voglia) e discariche: spese pubbliche che servono ad inquinare l’aria e ad ingrossare le tasche di criminali e faccendieri. È cosa ormai risaputa che nelle zone limitrofe agli inceneritori, la percentuale di ammalati di tumore è altissima.

È inoltre provato che sono di difficile smaltimento le sostanze nocive prodotto dall’incenerimento dei rifiuti all’interno dei termovalorizzatori;  il 30% delle scorie prodotte da queste strutture sono le cosiddette “ceneri pesanti” , contenenti, tra le tante cose, diossina e, quindi, altamente nocive. Chi si occupa dello smaltimento di queste sostanze tossiche è, ovviamente, la criminalità organizzata che in un primo passaggio  le fa convergere nei cementifici, per aumentare il volume del cemento, e, successivamente,  mette  sul mercato questo cemento per utilizzarlo per qualsiasi costruzione edilizia, come ad esempio scuole e ospedali.
Altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione  è lo sfruttamento del  cip6. Il cip6 è una legge del 91 con cui sono stabiliti i prezzi incentivati per l’energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili.
L’anomalia di questa norma, è che nella categoria “fonti rinnovabili” il governo fa rientrare anche l’energia prodotta con  l’incenerimento dei rifiuti, al pari dell’energia prodotta con l’eolico o i pannelli solari. Questo sistema, oltre ad andare contro le direttive dell’unione europea, permette di usufruire dei fondi del cip6 con le conseguenti speculazioni che ne derivano. È per tale ragione che il sistema dei  centri riciclo nel nostro paese, a differenza di gran parte degli altri paesi europei, non ha preso piede, troppi interessi in gioco, troppe possibilità di arricchimento fraudolente e non ultima una carente informazione volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema.

Noi di questo sistema siamo stanchi, siamo stanchi che in questo paese si prediliga il profitto personale, raggiunto ad ogni mezzo, a discapito della collettività. È nostra priorità iniziare a lavorare per allineare il nostro paese allo standard delle altre nazioni europee. In questa emergenza convergono molte delle anomalie del nostro paese: avvelena la nostra atmosfera, alimenta la corruzione e ci mette in cattiva luce con il mondo intero. Porre un argine a questo malcostume,  può essere un primo passo per cambiare finalmente le cose.

U. Cataluddi

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