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Turismo in Italia: una ripresa temporanea tra Natale e la Befana

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Il turismo, si sa, è in crisi. Lo dimostrano i dati diffusi due settimane fa dall’Osservatorio Nazionale per il turismo: nel 2010 il settore ha visto una flessione dell’1,2% con un peggioramento, in particolare, nel settore extra-alberghiero (-1,7%) e in quello dell’agriturismo (-2,1%). Ciononostante pare affacciarsi un barlume di speranza: nel periodo compreso tra il 23 dicembre 2010 e il 6 gennaio 2011 l’Istat ha registrato un aumento delle presenze alberghiere del 6,5% e degli arrivi dell’8,7%. E non solo, sempre l’Istat ci dice che i clienti italiani sono aumentati, nello stesso periodo, del 9,2%, mentre quelli stranieri del 7,1%. Per quanto riguarda la nazionalità dei turisti stranieri, i più numerosi sono stati i tedeschi, i francesi e gli americani.

Ma forse non c’è esattamente da star allegri perché, ci dice sempre l’Istat, in realtà c’è anche qui una flessione: la durata media di permanenza nelle strutture ricettive (alberghi, hotel, bed and breakfast) è stata di 2,82 giornate, con una diminuzione, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, di 0,05 giornate. La permanenza è da considerarsi in calo sia rispetto agli stranieri che agli italiani con, rispettivamente, un meno 0,04 e un meno 0,11. Cosa significa? Che sono aumentati i soggiorni, ma che che la durata media è diminuita: si parte comunque in vacanza, ma per periodi più brevi. Altro dato non troppo confortante: il 9% degli albergatori nello stesso periodo ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna prenotazione. Si tratta di una indagine che l’Istat ha svolto nel quadro di una riorganizzazione delle rilevazioni nel settore delle strutture ricettive.

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Category : Economia, Turismo
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