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Rendicontazione 5 per mille…

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La parola è terribile e spaventa anche solo a pronunciarla e, in effetti, porta con sé problemi non secondari che vanno previsti per tempo. Parliamo della cosiddetta rendicontazione del Cinque per mille.

Che cos’è questa cosiddetta rendicontazione?
Detto in parole semplici, la legge prescrive l’obbligo di rendere conto delle somme percepite a un anno dal ricevimento.

Si può spiegare in termini ancora più semplici?
Sì. Una volta che un’associazione, di qualsiasi natura, ha ricevuto dei soldi dal Cinque per mille non può farci quello che vuole. Per esempio non si dovrebbe con quei soldi sostituire la vecchia auto del presidente dell’organizzazione con un elicottero, o almeno bisogna dirlo a chiare lettere.

Che cosa dice esattamente la legge?
Dice che i soggetti ammessi al riparto delle somme del Cinque per mille «redigono, entro un anno dalla ricezione delle somme ad essi destinate, un apposito e separato rendiconto dal quale risulti, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente la destinazione delle somme a essi attribuite».

Che cosa si intende per rendiconto separato?
Deve essere distinto da altri eventuali rendiconto per altri fini. Deve essere proprioun’altra cosa. Fondamentale che si possa capire sia le modalità con le quali le somme sono state ricevute, sia quale sia stata la destinazione delle stesse somme. Insomma: non deve essere un semplice adempimento formale che va bene qualunque cosa ci sia scritta.

Esistono criteri precisi da seguire?
Sì, esistono dei criteri che vengono indicati, a seconda del tipo di organizzazione che ha ricevuto e anche tenendo presente l’entità dell’importo delle somme che è stato elargito dallo Stato.

I DIVERSI CRITERI DI RENDICONTO PER VOLONTARIATO E SPORT

Vanno usati i moduli che sono stati predisposti dall’amministrazione che a suo tempo aveva erogato il beneficio originario all’ente. La cosiddetta rendi contazione oltre ad avere un senso preciso ha anche delle regole altrettanto precise che sono già previste per legge.

Quali sono e in base a quale legge?
L’articolo 12 del decreto 23 aprile 2010 dice che il rendiconto deve essere redatto utilizzando il modulo reso disponibile dalle amministrazioni che erogano le somme. In sostanza chi dà i soldi deve anche dire come vuole che sia fatta la rendicontazione, cioè in che modo bisogna rendere conto dell’utilizzo del soldi.

Ci sono altri dettagli sui criteri?
Sì. Il rendiconto deve essere trasmesso, con la relazione, alla medesima amministrazione che ha erogato il tributo entro 30 giorni dalla data ultima prevista per la compilazione.

Dunque tutti sono tenuti a rendere conto?
Sì.Ma c’è una differenza. Chi ha avuto meno di 20mila euro non è tenuto a inviare il rendiconto però lo deve redigere e conservare per dieci anni. Perché gli potrebbe essere chiesto in futuro.

Esistono differenze tra i rendiconti di volontari e sportivi?
Gli enti del volontariato devono attenersi al modello di rendicontazione pubblicato sul sito istituzionale del ministero del lavoro e delle politiche sociali. Lo stesso ministero ha fissato delle linee guida per la predisposizione del rendiconto. Le associazioni sportive dilettantistiche devono invece seguire i criteri fissati dal ministero dell’economia e delle finanze, pubblicati in due gazzette ufficiali il 2 aprile 2009 e il 2maggio 2009.

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