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Referendum acqua e nucleare, voto a primavera

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La Corte Costituzionale ha emesso ieri il suo verdetto. Sono stati approvati due dei quattro referendum sulla gestione dell’acqua pubblica ed il referendum che vuole bloccare il ritorno del nucleare in Italia. La consulta ha dichiarato inoltre ammissibile il quesito promosso dall’Idv per l’abolizione del legittimo impedimento, lo scudo giudiziario che metterebbe al riparo Berlusconi dai tre processi a suo carico (Mediaset, Mediatrade e Mills), che, tuttavia, diventerà effettivo solo se oggi la Corte deciderà la costituzionalità della norma. A brevissimo giro di posta il commento del presidente Berlusconi che ha definito “una patologia” i giudici italiani. Ma, in fondo, la questione è ancora tutto da decidere.

Certi sono invece i sì per acqua e nucleare. Il primo dei due quesiti approvati sulla gestione dei servizi idrici chiederà agli italiani di esprimersi sull’abrogazione dell’articolo 23 della legge 133/08, anche noto come decreto Ronchi, relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.

La legge che attualmente consente la possibilità di affidare il servizio idrico a società a capitale misto pubblico-privato, stabilisce che il privato venga individuato mediante gara d’appalto. L’abolizione dell’articolo 23 fermerebbe quindi la consegna del servizio idrico al mercato. Il secondo punto, altrettanto importante, propone l’abrogazione dell’articolo 154 del decreto legislativo 152/06 che dispone che la tariffa per il servizio sia commisurata al capitale investito. Si richiede quindi che venga eliminata la possibilità per il gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa senza far corrispondere investimenti per il miglioramento del servizio.

Come movimento politico siamo soddisfatti che sia data al popolo sovrano la possibilità di rispondere su tematiche fondamentali come acqua e nucleare e ribadiamo con forza la nostra posizione, favorevole all’acqua pubblica perché bene collettivo e non privatizzabile, ma altrettanto favorevoli al ritorno del nucleare perché, a nostro avviso, rendere un paese energeticamente libero è il primo passo per uno sviluppo economico competitivo sia per prezzo che per qualità.

MG Gargani

Movimento Unione Italiano

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