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La tassa di soggiorno fa discutere anche la BIT

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La Borsa Internazionale del Turismo (Bit) che si è tenuta alla Fiera di Milano dal 17 al 20 febbraio è stata teatro delle polemiche che attraversano il settore. Sullo sfondo la crisi che il turismo sta attraversando: una crisi strutturale a cui si aggiunge la tempesta politica che sta toccando tutto il Medio Oriente, una delle mete turistiche preferite dagli italiani e dagli europei.

E sul fronte interno è ancora la tassa di soggiorno a far discutere: si tratta dell’imposta che la riforma sul Federalismo Fiscale vuole introdurre a sostegno del bilancio comunale. Michela Vittoria Brambilla, Ministro del Turismo, alla Bit di Milano ha così commentato la sua posizione in proposito: «La tassa di soggiorno è una condizione che l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) ha posto per dare il suo assenso al federalismo municipale.

È una condizione in cui ci siamo trovati. Ma quello che il governo ha voluto tutelare è il fatto che fosse impiegata per fini turistici». Stesso schieramento politico, ma di opinione diversa al riguardo, Letizia Moratti: secondo il sindaco di Milano, solo nel capoluogo lombardo, il turismo è aumentato del 7%. Per questo, secondo la Moratti, bisogna continuare a sostenere il settore, senza introdurre ulteriori tasse. Se la tassa verrà confermata – come parte del decreto sul Federalismo fiscale – gli operatori del settore hanno annunciato uno sciopero generale per il prossimo 17 marzo, festa dell’unità nazionale. È la posizione di Federalberghi-Confturismo nazionale che ha chiesto ai 34mila alberghi del Paese di non lavorare in una giornata in cui sono previsti quasi due milioni di turisti – italiani e stranieri – in tutto il Paese.

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